UN BREVE CENNO STORICO

La dolce avventura del cioccolato comincia in America, così tanto tempo fa che questo continente ancora non portava il suo nome. I primi a coltivare la pianta del cacao furono i Maya, civiltà che risale a circa duemila anni prima della scoperta dell’America: la penisola dello Yucatan fu la prima piantagione di cacao. Tra i Maya il frutto di tale pianta era talmente prezioso che veniva usato anche come moneta. Colombo non si curò del cacao, ossessionato com’era dalla ricerca di una rotta per le Indie. Fu invece Hernando Cortes, il celebre conquistador spagnolo, ad imbattersi nel 1519 nella pianta del cacao. Essendo interessato al suo valore di moneta, più che al suo impiego culinario, egli sequestrò tutte le piante di cacao per garantirsi più “denaro” possibile. Inoltre egli importò in Europa nel 1528 i primi semi di cacao e gli utensili necessari alla sua coltivazione: è questa la data ufficiale dello sbarco del cacao sul nostro continente.

Nel 1609 fu scritto il primo trattato sul cioccolato, pubblicato in Messico.Intorno al 1615 Anna d’Austria, moglie di Luigi XIII, introdusse alla corte di Francia l’abitudine di bere cioccolato.Nei primi anni del XVII sec. il cioccolato giunse in Italia e in Inghilterra. La sua popolarità crebbe tanto che l’Inghilterra impose su di esso una tassa molto elevata: ci sarebbero voluti quasi 200 anni per abolirla.Il primo emporio per la vendita del cioccolato fu aperto a Londra nel 1657. Fino al 1879 il cioccolato era disponibile solo sotto forma di cacao o allo stato liquido. Poi si pensò di aggiungere del burro di cacao grazie al quale il cioccolato poteva essere prodotto in tavolette.

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